Hai collegato il tuo hard disk o la tua chiavetta USB e Windows ti dice che il disco “non è formattato” oppure che il file system è RAW? Prima di fare qualsiasi cosa — e soprattutto prima di premere “Formatta” — leggi questa guida. Un disco in formato RAW non significa necessariamente che i dati siano persi: nella maggior parte dei casi è possibile recuperarli, a patto di seguire la procedura corretta e di non peggiorare la situazione con operazioni affrettate.

Cos'è un file system RAW e perché compare

Quando Windows (o macOS) mostra una partizione come “RAW”, significa che il sistema operativo non riesce a riconoscere il formato del file system sul disco. In altre parole, il sistema non sa se si tratta di NTFS, FAT32, exFAT, ext4 o qualsiasi altro formato: vede solo dati grezzi (raw, appunto) senza una struttura comprensibile.

Un file system RAW non è un formato reale: è uno stato di errore. Il disco potrebbe contenere dati perfettamente intatti, ma le strutture di controllo — la tabella di allocazione dei file, la MFT (Master File Table) di NTFS, o il superblock di ext4 — sono danneggiate o illeggibili. Il sistema operativo, non riuscendo a “leggere la mappa del disco”, classifica il contenuto come RAW piuttosto che rischiare di interpretarlo in modo errato.

Questo comportamento riguarda principalmente Windows. Su macOS, un disco con file system corrotto mostra solitamente un avviso di “disco non leggibile” con l'opzione di inizializzare. Su Linux, il disco viene montato in sola lettura o rifiutato con errori visibili nei log di sistema (dmesg).

Le cause più comuni di un file system RAW

Capire la causa del problema è essenziale per scegliere la strategia di recupero più efficace. Le cause principali sono:

  • Corruzione del MBR o GPT: il Master Boot Record (nei dischi MBR) o la GUID Partition Table (nei dischi GPT) è la struttura che dice al sistema operativo dove inizia e finisce ogni partizione e che tipo di file system contiene. Se questa struttura viene danneggiata, l'intera partizione risulta inaccessibile.
  • Rimozione insicura: scollegare un disco USB o un'unità esterna senza usare la funzione “Rimozione sicura hardware” mentre è in corso un'operazione di scrittura può corrompere le strutture del file system.
  • Interruzione di corrente: uno spegnimento improvviso durante la scrittura di dati — soprattutto durante operazioni come la defragmentazione, la formattazione o la copia di file di grandi dimensioni — può lasciare il file system in uno stato inconsistente.
  • Virus e malware: alcuni ransomware e malware distruttivi danneggiano deliberatamente le strutture del file system per impedire l'accesso ai dati. Altri malware più “casuali” possono corrompere il disco come effetto collaterale della loro attività.
  • Bad sector: se i settori fisici che contengono le strutture critiche del file system (MFT, boot sector, FAT) sviluppano difetti, il sistema non riesce più a leggerli e classifica la partizione come RAW.
  • Aggiornamento di Windows fallito: alcuni aggiornamenti di sistema, soprattutto quelli che modificano il boot loader o i driver del file system, possono in rari casi causare la corruzione delle strutture di partizione.
  • Errori di conversione del file system: un tentativo di convertire una partizione da FAT32 a NTFS (o viceversa) interrotto a metà può lasciare il disco in uno stato RAW.

Sintomi: come riconoscere un disco in formato RAW

I sintomi di un file system RAW sono abbastanza caratteristici e difficili da confondere con altri problemi:

  • Windows chiede di formattare il disco: all'apertura di Esplora risorse compare la finestra “È necessario formattare il disco nell'unità X: prima di poterlo usare. Formattare?”
  • Messaggio “disco non formattato”: variante del messaggio precedente, con diversa formulazione ma stesso significato.
  • Gestione Disco mostra “RAW”: aprendo Gestione Disco (tasto destro su Start → Gestione Disco), la colonna “File system” della partizione mostra “RAW” invece di NTFS o FAT32.
  • Proprietà del disco mostrano 0 byte: cliccando con il tasto destro sul disco in Esplora risorse e scegliendo Proprietà, lo spazio totale e quello libero risultano entrambi 0 byte, anche se il disco dovrebbe contenere dati.
  • Errore “Parametro non corretto”: tentando di aprire il disco compare l'errore di Windows “Impossibile accedere a X:\. Parametro non corretto.”

CHKDSK /f: quando funziona e quando non serve

CHKDSK (Check Disk) è lo strumento integrato in Windows per la verifica e riparazione del file system. Molte guide online consigliano di eseguirlo come primo passo. Il comando da usare è:

chkdsk X: /f /r

Dove X: è la lettera del disco problematico, /f tenta di correggere gli errori trovati e /r individua i settori danneggiati e recupera le informazioni leggibili.

Tuttavia, CHKDSK non funziona su dischi in formato RAW. Se esegui il comando su un disco RAW, vedrai il messaggio “CHKDSK non è disponibile per unità RAW” e il programma si chiuderà senza fare nulla. CHKDSK può riparare inconsistenze logiche in un file system NTFS o FAT32 già riconosciuto, ma non è in grado di ricostruire un file system corrotto da zero.

CHKDSK è utile dopo aver recuperato i dati e ricostruito il file system, come verifica finale della salute del disco.

TestDisk: ricostruire il file system passo per passo

TestDisk è lo strumento open source di riferimento per la riparazione delle strutture di partizione e del file system. È gratuito, disponibile per Windows, macOS e Linux, e fa parte della suite CGSecurity. Ecco come usarlo per affrontare un disco RAW:

  1. Scarica TestDisk dal sito ufficiale cgsecurity.org e avvialo con privilegi di amministratore (su Windows: tasto destro → Esegui come amministratore).
  2. Crea un file di log quando richiesto: ti permetterà di analizzare l'operazione in caso di problemi.
  3. Seleziona il disco problematico dalla lista. Attenzione: scegli il disco fisico (es. /dev/sdb o Disk 1), non la partizione.
  4. Seleziona il tipo di tabella di partizione: in genere Intel/PC (MBR) per dischi più vecchi o EFI GPT per dischi moderni. Se non sei sicuro, scegli “Analyse” e lascia che TestDisk rilevi automaticamente.
  5. Scegli “Analyse” per avviare la scansione delle partizioni. TestDisk cercherà le strutture di partizione nel disco e mostrerà le partizioni trovate, incluse quelle danneggiate.
  6. Quick Search: nella maggior parte dei casi, la ricerca rapida trova immediatamente la partizione mancante o corrotta. Se la partizione appare con il tipo corretto (es. NTFS) nella lista, puoi procedere.
  7. Premi P per verificare il contenuto: prima di scrivere qualsiasi cosa, premi P per vedere i file nella partizione trovata. Se riesci a vedere i tuoi file, la struttura è stata trovata correttamente.
  8. Scrivi la struttura premendo W. TestDisk riscriverà le informazioni di partizione corrette nella tabella del disco. Riavvia il sistema.

Se la ricerca rapida non trova la partizione, usa Deeper Search: richiede più tempo (da minuti a ore in base alla dimensione del disco) ma analizza il disco settore per settore alla ricerca di strutture di file system valide.

Recupero dati prima di formattare: PhotoRec e R-Studio

Se TestDisk non riesce a ricostruire il file system — o se vuoi comunque estrarre i tuoi file come misura precauzionale prima di qualsiasi altra operazione — esistono strumenti specifici per il recupero dati su dischi RAW.

PhotoRec è lo strumento complementare a TestDisk, distribuito nella stessa suite. Nonostante il nome, recupera molto più delle sole foto: documenti Office, PDF, video, archivi ZIP, database e decine di altri formati. PhotoRec lavora analizzando il contenuto grezzo del disco alla ricerca di “firme” di file (file signatures), senza dipendere dalla struttura del file system. È gratuito e molto efficace, ma ha un limite importante: non recupera i nomi originali dei file né la struttura delle cartelle. I file vengono salvati con nomi generici tipo f1234567.jpg.

R-Studio (R-Tools Technology) è uno strumento commerciale professionale che combina la scansione per firma con la ricostruzione del file system. Riesce spesso a recuperare i nomi originali e la struttura delle cartelle anche da dischi RAW. La versione base costa circa 80€, quella per tecnici professionisti significativamente di più.

Per usare PhotoRec su un disco RAW:

  1. Avvia PhotoRec (incluso nella cartella di TestDisk) come amministratore.
  2. Seleziona il disco da analizzare (il disco fisico, non la lettera di unità).
  3. Scegli la partizione problematica (o “No partition” per analizzare tutto il disco raw).
  4. Seleziona il file system: scegli “Other” per dischi non ext2/ext3 (Windows).
  5. Scegli una cartella di destinazione su un disco diverso da quello da cui stai recuperando. Non salvare mai i file recuperati sullo stesso disco.
  6. Avvia la scansione. Può richiedere molte ore su dischi grandi.

Formattazione come ultima risorsa

Solo dopo aver recuperato tutti i dati importanti — e dopo aver verificato che siano correttamente leggibili nella destinazione — puoi procedere con la formattazione del disco per ripristinarne l'usabilità.

Per la formattazione, considera queste opzioni:

  • Formattazione rapida: ricrea solo le strutture del file system senza sovrascrivere i dati. Veloce, ma se il problema era hardware (bad sector) potrebbe ripresentarsi.
  • Formattazione completa: scrive zero su ogni settore e verifica i bad sector. Richiede molto più tempo ma è più sicura per un disco che ha avuto problemi.
  • Sostituzione del disco: se durante la formattazione completa vengono trovati numerosi bad sector, il disco è fisicamente compromesso. È il momento di sostituirlo, non di continuare a usarlo per dati importanti.

Dopo la formattazione, esegui chkdsk X: /r per verificare la salute del file system appena creato prima di ricominciare a usare il disco.

Prevenzione: come evitare il problema in futuro

Un disco in formato RAW è quasi sempre il risultato di una situazione evitabile. Le misure preventive più efficaci sono:

  • Rimozione sicura: usa sempre la funzione “Rimozione sicura hardware” prima di scollegare dischi USB, chiavette o hard disk esterni. È sufficiente cliccare sull'icona nella tray bar di Windows.
  • UPS (Gruppo di Continuità): per i computer desktop e i server, un UPS protegge da interruzioni improvvise di corrente durante operazioni di scrittura su disco. È un investimento contenuto che previene danni costosi.
  • Backup regolari: questa non è nemmeno una misura preventiva contro il RAW in sé, ma è la vera rete di sicurezza. Un backup aggiornato rende irrilevante qualsiasi problema al disco originale. Consulta la nostra guida al backup aziendale per impostare una strategia efficace.
  • Monitoraggio SMART: i dischi rigidi e gli SSD espongono dati diagnostici tramite la tecnologia S.M.A.R.T. Strumenti gratuiti come CrystalDiskInfo (Windows) o smartmontools (Linux/Mac) permettono di rilevare precocemente segnali di deterioramento hardware prima che causino perdita di dati.
  • Protezione antivirus aggiornata: mantieni attiva una soluzione antivirus per proteggere il file system da malware che potrebbero danneggiarla.

Quando serve un professionista

Gli strumenti descritti in questa guida sono efficaci in molti casi, ma esistono situazioni in cui il fai-da-te non è sufficiente:

  • Il disco emette rumori anomali (click, stridio): potrebbe essere un guasto meccanico e aprirlo o sottoporlo a ulteriore stress potrebbe renderlo irrecuperabile.
  • TestDisk e PhotoRec non trovano nessun dato: la corruzione potrebbe essere più profonda o i settori contenenti i dati potrebbero essere fisicamente danneggiati.
  • Il disco è un SSD con problemi al firmware o al controller: il recupero su SSD è significativamente più complesso che su HDD tradizionali.
  • I dati hanno valore legale, probatorio o commerciale critico: in questi casi è necessario un laboratorio specializzato con camera bianca.

Puoi approfondire i problemi specifici con i supporti rimovibili leggendo il nostro articolo sull' recupero dati da dispositivi mobili. Se hai bisogno di assistenza professionale per un disco RAW, contattaci: valutiamo ogni caso singolarmente e ti diciamo onestamente cosa è possibile fare e a quali costi, prima di iniziare qualsiasi operazione.